La vicepresidente regionale Stefania Saccardi annuncia una quota maggiore di risorse contro la violenza di genere “Una rete di protezione per le donne”

Data: 
2014-11-28T00:00:00
Giornale: 

Una quota maggiore di risorse per ampliare e potenziare una rete già forte con l'obiettivo di aumentare la protezione nei confronti delle donne sottoposte a violenze e abusi. Ad annunciarlo, in occasione della presentazione del VI Rapporto toscano sulla violenza di genere, è la vicepresidente Stefania Saccardi. L'indagine,curatadaDanielaBagattini eValentina Pedani per conto della Regione attraverso l'Osservatorio Sociale Regionale, è stata presentata ieri mattina a Lucca a Palazzo Ducale, sede della Provincia. “Il dato che più di tutti mi ha colpito sfogliando la ricerca – ha spiegato Stefania Saccardi – è quello sui femicidi: dal 2006 ad oggi 63 donne sono state uccise in Toscana e si stima che queste vittime abbiano perso circa 2.000 anni di vita e lasciato 38 orfani. Ma anche quello sui minori, oltre 6000, che hanno assistito a episodi di violenza negli ultimi 4 anni è abbastanza sconvolgente”. “Per porre un freno e favorire lo sviluppo delle reti e delle azioni di prevenzione e contrasto, attraverso l'ascolto, l'orientamento, la protezione anche in case rifugio o in altri posti d'accoglienza, il reinserimento sociale e lavorativo la Regione, nella finanziaria regionale 2015, ha inserito un apposito articolo per aumentare le risorse”, ha aggiunto la vicepresidente. “Un impegno che vogliamo portare avanti con decisione, già a partire dai più giovani: nelle scuole primarie e secondarie sono stati infatti realizzati, grazie ai finanziamenti della legge regionale 16 del 2009 sulla cittadinanza di genere, moduli formativi per contrastare gli stereotipi di genere. Senza poi dimenticare – ha concluso Saccardi - le risorse recentemente ricevute sulla base della legge 119 del 2013, quella sul femminicidio, per finanziare i centri antiviolenza e le case rifugio e rafforzare le attività già operative sui territori in materia”. Il VI Rapporto, oltre all'analisi dei dati relativi alle donne che accedono ai Centri antiviolenza, agli accessi al Codice Rosa e agli accessi e all' utenza dei Consultori, per la prima volta ha coinvolto anche l'ISPO (l'Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica) che ha studiato in particolare il fenomeno del femicidio. Dal 1 ̊ luglio 2009 al 30 giugno 2014 si sono rivolte ai Centri antiviolenza toscani 10.819 donne. Rispetto allo stesso periodo (nel 2009-2010) in cui per la prima volta è stato utilizzato l'applicativo di rilevazione da parte dei var iCentri, il numero di accessi è aumentato del 45,7%. L'utente tipo è una donna "normale": adulta, nel pieno della vita lavorativa, nel caso delle italiane, più giovane e con una situazione lavorativa più incerta se straniere