CODICE ROSA VITTORIA DORETTI PARLA DEL NUOVO SERVIZIO «Penseremo anche ai carnefici»

Data: 
2014-11-26T00:00:00
Giornale: 

NATO a Grosseto, allargato a tutta la regione, ma si sta studiando per estenderlo a tutta Italia. Il «Codice rosa» permette, non solo alle donne, ma a tutti coloro che abbiano subito violenza di accedere ad un percorso particolare di accoglienza. «Il Codice rosa è nato racconta Vittoria Doretti ideatrice del percorso non come un grande progetto, ma dall'idea semplice di fare il proprio dovere. Abbiamo pensato che se riusciamo a fare squadra intorno al problema, allora riusciremo a vincere. Prima del Codice rosa mi occupavo di violenza di genere, e notai che i dati che avevo non erano in linea con quelli di Procura e centri antiviolenza. Seppur seguendo ognuno buone procedure, forse non erano in linea tra loro». E adesso, dopo cinque anni, quali le prospettive del «Codice»? «L'obiettivo è rendere più snelle le procedure per la vittima e facilitare l'attività dei soccorritori, magari coinvolgendo anche il terzo settore. Mi piacerebbe poter attivare una via privilegiata anche per coloro che praticano violenza, un supporto a chi non riesce a controllare la rabbia. Inoltre, in Maremma, manca una vera e propria casa rifugio, abbiamo dei piccoli punti di sollievo ma manca un rifugio». E SE LE DONNE non denunciano? «Non dobbiamo mai giudicare e neppure obbligare una donna a dire ciò che in quel momento non le va di raccontare. Molte credono di meritarsi il dolore, provano vergogna e paura di non essere credute. I primi momenti sono fondamentali, non hai la possibilità di sbagliare, perché chi subisce violenza ha bisogno di comprensione fin d subito».