Abusi sessuali e sequestro di persona Il compagno era diventato un aguzzino Rinvio a giudizio per un bagnino accusato anche di maltrattamenti

Data: 
2014-10-30T00:00:00
Giornale: 

DOVRA’ comparire a giudizio il prossimo 25 novembre per rispondere di violenza sessuale, maltrattamenti, sequestro di persona e violenza privata, un ex barista e bagnino lucchese di 25 anni. Ad accusarlo è l’ex amica, oggi appena diciottenne, una ragazza di Follonica conosciuta a luglio 2013 in spiaggia che poi aveva convissuto con lui a Lucca per qualche tempo. Per questa vicenda choc il 25enne era stato arrestato nel dicembre scorso dai carabinieri di San Concordio. Ma non è tutto. Il gup Marcella Spada Ricci ha infatti rinviato a giudizio, per concorso in sequestro di persona, anche la madre del giovane. Il figlio, peraltro, nel gennaio scorso era stato già condannato a 5 anni per violenza sessuale, stalking e sequestro di persona ai danni dell’ex fidanzata e di un’altra ragazza con cui aveva avuto un breve legame affettivo.

QUELLA oggetto dell’attuale processo è dunque la terza, clamorosa vicenda di abusi sessuali. Nei primi tempi, la storia tra il bagnino e la diciassettenne di Follonica sembrava una storia d’amore come tante. Ma ben presto, quando lei era venuta a stare per un periodo a casa sua a Lucca, si era trasformata in un incubo per la malcapitata. Un copione analogo agli altri casi di violenza, ma lei non poteva saperlo. Come accaduto ad altre ragazze che in passato avevano avuto relazioni con il bagnino lucchese, la giovane di Follonica era stata picchiata, umiliata e maltrattata. Pugni e schiaffi alternati a carezze, violenze sessuali, alternate a baci affettuosi.

SECONDO l’accusa sostenuta dal pm Sara Polino, lui aveva in mente un modello femminile ben preciso di donna magra, bionda ed elegante e pretendeva che la ragazza si adeguasse. Questo comportava ad esempio la privazione del cibo per farla dimagrire. Per costringerla a una dieta ferrea, la giovane sarebbe stata persino costretta a rimanere rinchiusa per almeno tre giorni in un garage senza bagno, dove ha dovuto orinare e vomitare sul pavimento. Niente cibo, solo acqua. La diciassettenne in quei giorni drammatici avrebbe implorato aiuto alla madre del ragazzo, che però glielo avrebbe rifiutato suggerendole di non voler peggiorare la situazione e l’umore instabile del figlio. Da qui la contestazione di concorso in sequestro di persona per la donna.
La sconcertante storia era poi venuta alla luce quasi per caso. Un giorno la giovane svenne per strada (per la fame) e finì al pronto soccorso dell’ospedale di Lucca. Un carabiniere fuori servizio notò qualcosa di strano negli sguardi tra lei e il giovane che la accompagnava e decise di approfondire, con discrezione. Lei confessò tutto e il militare fece scattare il «Codice Rosa» e un’indagine che ha fatto svelare cose raccapriccianti.
Paolo Pacini