«Non ho fatto male alla signora» Bilella nega, ma sarà processato Leporatti: «Restano interrogativi». Verusio: «Prove pesanti»

Data: 
Domenica, 19 Ottobre, 2014
Giornale: 

di CRISTINA RUFINI
CI HANNO provato gli avvocati che difendono Antonino Bilella a smontare il castello accusatorio. Anche a lungo. A cominciare da un’eccezione procedurale nelle indagini preliminari: alcuni accertamenti sarebbero stati eseguiti nell’appartamento dove è stata uccisa Francesca Benetti, prima della notifica a Bilella del suo stato di indagato. Eccezione respinta dal giudice Marco Bilisari, che ha rinviato a giudizio Bilella per l’assassinio della bella insegnante in pensione di Cologno Monzese. Il giudice non ha creduto alle parole dell’agricoltore della provincia di Agrigento che anche ieri, in aula, si è dichiarato estraneo ai fatti. «Non ho fatto male alla signora — ha spiegato Bilella — l’ho vista quella mattina, ma poi è andata via». Il custode di Villa Adua, quando è stato interrogato, ha spiegato che quella mattina Francesca era arrivata sì a Villa Adua, che lui ci aveva parlato, che l’aveva aiutata a trasportare nell’abitazione una contenitore pesante, ma che poco prima delle 13 la donna se n’era andata dalla tenuta e non l’aveva più vista. Aggiungendo che lui si era assentato soltanto dalle 14 alle 15 di quello stesso giorno. Non gli hanno creduto i magistrati che hanno coordinato le indagini sulla scomparsa della Benetti. Non ha creduto a questa versione il giudice dell’udienza preliminare che ha mandato a processo Bilella.
IL PROCESSO davanti alla Corte di Assise (probabilmente composta dai giudici Giovanni Puliatti e Sergio Compagnucci, più sei giurati popolari) inizierà il 17 dicembre prossimo. Mentre domani in tribunale sarà composto il fascicolo del dibattimento. Sette ore sono servite al giudice Bilisari per ascoltare eccezioni e richieste e per poi decidere il rinvio a giudizio. In aula si sono confrontati da una parte i sostituti Marco Nassi e Salvatore Ferraro, con il supporto del procuratore capo Francesco Verusio per sostenere che Bilella quel 4 novembre 2013 ha attirato la Benetti a Villa Adua con una scusa. L’ha poi uccisa e ne ha fatto sparire il cadavere, trasportandolo nel bagagliaio della Fiat Punto bianca dove sono state rilevate le due macchie di sangue appartenenti alla vittima. «Mi sembra che le prove abbiano una tale evidenza che il giudice non avrebbe potuto fare altro che rinviare a giudizio — ha commentato Verusio — Lui continua a dire che non ha fatto nulla. Credo sarà un processo lungo». «Resta un processo indiziario — ha sottolineato invece Bruno Leporatti, — Con ancora punti interrogativi che vogliono risposte».