Roma 26 novembre Manifestazione "Non una di meno": Grosseto si unisce

11.11.2016

Un terzo delle donne italiane, straniere e migranti, subisce violenza fisica, psicologica, sessuale, spesso fra le mura domestiche e davanti ai suoi figli. Dall’inizio dell’anno decine e decine di donne sono state uccise in Italia per mano maschile. La violenza maschile sulle donne non è un fatto privato né un’emergenza ma un fenomeno strutturale e trasversale della nostra società, un dato politico di prima grandezza che affonda le sue radici nella disparità di potere fra i sessi. Le politiche di austerity e riforme come quelle del lavoro e della scuola, in continuità con quanto accaduto negli ultimi dieci anni, non fanno altro che minare i percorsi di autonomia delle donne e approfondire le discriminazioni sociali, culturali e sessuali.
La violenza attraversa ogni aspetto dell’esistenza, controlla e addomestica i corpi e le vite delle donne: in famiglia, sui luoghi di lavoro, a scuola, all’università, per strada, di notte, di giorno, negli ospedali, sui media, sul web.
La violenza maschile sulle donne può essere affrontata solo con un cambiamento culturale radicale, come ci hanno insegnato l’esperienza e la pratica del movimento delle donne e dei Centri Antiviolenza, che da trent’anni resistono a ogni tentativo delle istituzioni di trasformarli in servizi di accoglienza neutri, negando la loro natura politica e di cambiamento.
Adesso basta! è il grido che si alza da più parti nel mondo.
In Polonia, in Argentina, in Spagna gli scioperi e le proteste delle donne che si ribellano alla violenza e al femminicidio e lottano per l’autodeterminazione femminile hanno paralizzato interi paesi. I corpi delle donne invadono le strade, costruiscono ponti e narrazioni comuni da una parte all’altra del mondo. La mobilitazione dilaga ben al di là dei confini nazionali e porta alla ribalta la potenza politica delle donne.
Questa lotta appartiene a tutte, cancella i confini e non conosce geografie. Va in tal senso rispedita al mittente qualsiasi strumentalizzazione razzista che tenti di ridurre la violenza a un problema di ordine pubblico. Con la stessa forza va denunciata ogni forma di violenza contro lesbiche e transessuali, tesa a imporre un modello eteronormato di società non rispondente né alla realtà né ai desideri delle persone. Se toccano una toccano tutte!
Per queste ragioni il prossimo 26 novembre 2016, in corrispondenza con la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, scenderemo in piazza a Roma da tutta Italia dietro lo striscione comune con lo slogan Non Una di Meno!, per una grande manifestazione delle donne aperta a tutt* coloro che riconoscono nella fine della violenza maschile una priorità nel processo di trasformazione dell’esistente.

Per le donne grossetane:

Da Grosseto partirà un pullman per Roma; il costo (andata e ritorno) è di 15 Euro a persona.
Chi vuole partecipare può effettuare l'iscrizione ed il pagamento della quota ENTRO IL 18 NOVEMBRE presso la Libreria delle Ragazze in Via Pergolesi 3a Grosseto - Tel. 05642061 - lunedì 16.00/19.30 (chiuso la mattina)
da martedì a venerdì 10.00/12.30 -16.00/19.30.
LA PARTENZA è prevista per le ore 9,30 da Piazza de Maria.
Per chi preferisse salire ad Orbetello, dalle ore 10,15 alle 10,30 è prevista una sosta presso il parcheggio del New Line; chiediamo agli interessati di comunicarlo prima.
Il punto di arrivo previsto (salvo diverse direttive dalla Questura di Roma) è la stazione di Roma Termini, 5 minuti a piedi da Piazza della Repubblica, punto di partenza del corteo.

Per informazioni:

Blog Nazionale: https://nonunadimeno.wordpress.com/
Pagina Facebook Grosseto: https://www.facebook.com/NON-UNA-DI-MENO-Grosseto-1236566046381711/

Come diffondere la manifestazione:

AllegatoDimensione
Image icon cartolina-1.jpg194.99 KB