Dall’omicidio allo stalking, accolte tutte le richieste della Procura. I carabinieri assicurano: «Cercheremo ancora il corpo» Bilella a giudizio, l’Assise il 17 dicembre

Data: 
2014-10-19T00:00:00
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di Pierluigi Sposato GROSSETO L’esito era praticamente scontato, se non fosse stato per quelle eccezioni di nullità avanzate dalla difesa che hanno impegnato per quasi due ore il giudice e che in teoria rischiavano di far saltare tutto. Mancava solamente una data e ora c’è anche quella: le porte della Corte di assise si apriranno il 17 dicembre per la prima udienza contro Antonino Bilella, 70 anni, accusato di aver ucciso con premeditazione Francesca Benetti, 55 anni, proprietaria di Villa Adua a Potassa di Gavorrano di cui l’imputato era custode. Il tutto quasi un anno fa, il 4 novembre 2013. Lo ha deciso il gup Marco Bilisari, al termine dell’udienza preliminare che si è articolata tra le 9 e le 15.30, comprese le due camere di consiglio nelle quali il magistrato si è ritirato. Omicidio con «azioni violente e perdite di sangue» ma anche soppressione di cadavere, stalking (per le 357 telefonate, gli appostamenti, le proposte amorose e i regali) e violenza sessuale per quelle tre volte in cui l’uomo avrebbe toccato il seno della donna. Quattro (di sei) le pagine in cui il giudice ha elencato gli indizi di colpevolezza raccolti dai carabinieri e ritenuti sufficienti per la celebrazione di un processo, che potrebbe concludersi con un ergastolo. Sono i rapporti, le foto, i video, le annotazioni, le testimonianze, le piantine, i verbali di perquisizione e sequestro, le relazioni tecniche dei Ris. Sono il materiale raccolto dai carabinieri che subito dopo la lettura del decreto, in un comunicato, dichiarano la loro soddisfazione perché «l'esaustività e la completezza del quadro probatorio sono state riconosciute sia in fase di indagini preliminari dalla Procura, che dal giudice dell'udienza preliminare». Sono le cinquemila pagine raccolte negli otto faldoni che compongono il fascicolo processuale. Sono le accuse sostenute ieri dai sostituti Nassi e Ferraro, cui si è poi aggiunto anche il procuratore capo Verusio. I pm si sono detti contrari alla presenza in aula di un terzo difensore di Bilella (oltre a Leporatti e Lottini), l’avvocato Carnicelli, che aveva chiesto di poter difendere il custode per il solo reato di occultamento del cadavere: un’opposizione che ha generato la richiesta di nullità degli altri difensori. Il giudice ha preso atto, si è ritirato ed è tornato in aula dopo due ore: accogliendo soltanto l’eccezione che riteneva inutilizzabili gli atti prodotti dal difensore del fratello di Francesca, Alessandro, l’avvocato Xhanaj. Poi è stata la volta delle richieste dell’accusa e della difesa. Altro ritiro del giudice, questo più breve (50’) e poi il rientro in aula per la lettura del decreto. «Avevamo chiesto il proscioglimento - dice l’avvocato Bruno Leporatti, parlando anche per i colleghi - consapevoli dei limiti di cognizione del giudice di questa fase, soprattutto per lo stalking e la violenza sessuale, poiché non sussistono gli elementi». Poche parole anche da parte degli avvocati Xhanaj e Alessandro Risaliti, quest’ultimo nominato dai figli di Francesca, Eleonora (presente ieri insieme agli zii, rimasti fuori dall’aula) e Giulio. Si apre dunque il processo ma non termina la fase della della ricerca di Francesca Benetti: «Si continuerà a cercare - assicurano i carabinieri - per restituire ai familiari i resti della donna scomparsa».