Bilella: nuovi giudici popolari e altre eccezioniLa difesa pronta alla battaglia legale A tredici giorni dalla prima udienza l'imputato ancora di fronte alla Corte di Assise

Data: 
Martedì, 30 Dicembre, 2014
Giornale: 

BILELLA secondo atto. L'ex custode settantenne di Villa Adua, accusato di avere ucciso Francesca Benetti, davanti alla nuova Corte di Assise. Risolti i problemi di nomina dei giudici popolari che hanno portato il presidente della Corte Giovanni Puliatti ad aggiornare l'udienza del 17 dicembre scorso, si procederà con il lungo e aggiornato elenco di eccezioni e contestazioni della difesa. L'udienza di oggi è di fatto una nuova partenza con due giudici popolari ordinari nuovi rispetto ai sei visti il 17 dicembre e tre nuovi supplenti. RISOLTI i problemi di composizione della Corte resta la lunga serie di eccezioni che gli avvocati difensori del custode Bruno Leporatti, Riccardo Lottini e Francesca Carnicelli oggi solleveranno all'Assise. Si tratterà quindi di una udienza molto tecnica, che si svilupperà in punta di diritto. Difficile che in questa fase si possa entrare nel merito dei fatti. A discutere di che cosa sia accaduto nella tenuta di Potassa il 4 novembre del 2013. Per questo si dovrà superare la fase preliminare delle eccezioni, su tutte quella che riguarda la nullità dell'udienza preliminare, come ha annunciato ma non spiegato l'avvocato Leporatti all'inizio dell'udienza del 17 dicembre. Archiviata questa fase, ammesso che avvenga senza la necessità di dover tornare davanti al giudice dell'udienza preliminare, toccherà alla procura in aula i sostituti Marco Nassi e Salvatore Ferraro spiegare il castello accusatorio. Sono circa sessante i testimoni inseriti nell'elenco dalla procura. Tra i quali, ovviamente, anche l'esame dell'imputato. Sì proprio lui, Antonino Bilella, che dal 10 novembre del 2013, quando è stato arrestato, si è sempre dichiarato innocente. Ha respinto qualsiasi responsabilità nella sparizione della proprietaria della tenuta dove viveva e lavorava dal 2012. «Non ho fatto male alla signora ha sempre spiegato agli inquirenti Quella mattina l'ho vista a Villa Adua, l'ho aiutata a portare un contenitore per l'olio molto pesante nel suo appartamento, dove poi mi sono lavato le mani. Ma dopo la signora è salita in auto e se n'è andata». NON È ANDATA così, invece, per la procura. I magistrati sono convinti che quella stessa mattina Bilella ha ucciso la Benetti nell'appartamento dove la donna abitava quando si fermava a Villa Adua. Assassinata tra l'ingresso e la cucina dove sono state rilevate la maggior parte delle tracce di sangue riconducibili alla vittima e due, invece, che apparterrebbero all'imputato. Inoltre, nel bagagliaio della Fiat Punto che Bilella aveva portato alla tenuta dal Piemonte alcune settimane prima, i carabinieri del Ris di Roma hanno isolato due macchie di sangue col codice genetico che apparterrebbe alla Benetti. Due tracce di sangue di cui lo stesso Bilella, a domanda diretta dei magistrati, ha sempre risposto: «Non me lo spiego». Un processo per omicidio, seppur con indizi molto pesanti, che parte senza un corpo e senza l'arma del ddelitto. Aspetti su cui punterà molto la difesa. Cristina Rufini